La politica dei beni culturali nella Federazione di Bosnia e Erzegovina

Data inizio: 30 Apr 2008

Data fine: 5 Mag 2008

Luogo: Bihac (BiH)

Organizzato da: Corso di Laurea in Turismo Culturale dell'Università di Ferrara e Legambiente del Friuli Venezia Giulia

Categoria: Viaggio

Escursione didattica e culturale nell'ambito dell'insegnamento delle discipline geografiche e storiche del corso di Laurea Specialistica in Progettazione Gestione Eventi e Percorsi Culturali dell'Università di Ferrara, con l'obiettivo di visitare e catalogare tutti i beni culturali censiti dalla Commissione per la protezione dei monumenti

Nel 2003 abbiamo collaborato con Legambiente del Veneto per realizzare la prima iniziativa della campagna di “Salvalarte” in territorio straniero. Per dimostrare la necessità di giocare a tutto campo le carte del patrimonio culturale come elemento di unificazione e di identità della nuova Europa avevamo deciso di andare in un luogo importante da un punto di vista simbolico: la regione serba della Voivodina. Lì il Danubio per secoli è stato un confine culturale di straordinaria forza.

In occasione della Pasqua del 2004 abbiamo replicato l'iniziativa promuovendo un'azione di turismo sostenibile in un'area particolare della Bosnia, quella che fa riferimento alla cittadina di Bihac. Si tratta di un'area importante più dal punto di vista ambientale che sul fronte delle testimonianze artistiche del passato. In quest'area abitata da musulmani, serbi e croati le testimonianze del passato più che essere riconducibili alla "grande" storia sono segni minuti della colonizzazione croata e islamica. Se escludiamo le particolarissime fortezze croate e ottomane e qualche testimonianza dei segni della religiosità ortodossa e islamica, il recupero del patrimonio culturale dei luoghi dovrà trovare il suo baricentro soprattutto sulle testimonianze antropologiche legate alle pratiche della cultura materiale. Mulini, fienili, luoghi del lavoro e soprattutto un paesaggio agrario, quello della valle della Una, che conserva ancora i caratteri dell'assetto ristrutturato dai sultani in quest'area nel '500.

Per il 2005 abbiamo organizzato un viaggio di studio nel settore centrale della Bosnia e un soggiorno a Sarajevo. L'obiettivo, ancora una volta, era quello di saggiare gli effetti della politica culturale della Bosnia dopo la legge del 2002 e il restauro dei principali monumenti artistici della giovane federazione divisa territorialmente nelle due repubbliche etniche e religiose. Il viaggio ci ha permesso di approntare la base programmatica di un progetto per lo sviluppo del turismo culturale e sostenibile nei Balcani. Il risultato di questo viaggio, le schede sui beni culturali, le foto, le informazioni sui luoghi che sviluppano i temi del turismo sostenibile e culturale sono state riversate e rese pubbliche attraverso un sito internet.

Nel 2007 il viaggio si è spostato in Slovenia nel tentativo di ricostruire un tratto dell’itinerario che collegava l’Europa ai Balcani. Un tratto molto particolare, quello del fiume Krka, che corrisponde a una valle poco incisa che per secoli fu la principale via di collegamento tra la grande pianura Pannonica, attraverso la Slavonia e Zagabria, e l’ambito Lubianese e quindi l’Italia.

Per il 2008 abbiamo previsto una nuova azione di turismo culturale in Bosnia nel tentativo di completare la ricerca iniziata nel 2005 nell'area di Bihac, in Bosnia Erzegovina. Sarà quindi un viaggio di studio teso a raccogliere materiale, a creare contatti con enti ed associazioni, utile per verificare, su un settore piccolo ed estraneo al turismo di massa, la possibilità di innestare nuovi flussi virtuosi. Anche per questo ci sarà, per così dire, un'organizzazione da "work in progress" con un numero ristretto di persone motivate.

Il gruppo di lavoro, una sorta di “laboratorio nomade” sarà composto da dodici persone scelte tra i volontari di Legambiente del Friuli Venezia Giulia, mentre sei saranno espressione dell’Università di Ferrara, Corso di laurea in Operatore Turismo Culturale e della Laurea Specialistica in Progettazione e Gestione di Eventi e Percorsi Culturali (due docenti e quattro studenti).

Durante il viaggio incontreremo rappresentanti delle istituzioni, associazioni che come la nostra si battono per la difesa dell'ambiente naturale e culturale e la difesa dei luoghi, quindi rispetto a un viaggio di turismo culturale normale avremo ritmi più discontinui e le incognite di qualsiasi ricerca. Il viaggio ci permetterà anche di ragionare sull'ipotesi di applicazione di modelli progettuali per il recupero dei luoghi che hanno un certo successo nel resto d'Europa: ecomusei, parchi archeologici, parchi letterari, ecc.

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

30 aprile 2008
Pordenone (ITA), Zagabria, Jasenovac (HR)

Partenza la mattina da Pordenone (ore 8:00 e luogo da definire).
Transiteremo per Zagabria nel primo pomeriggio per giungere sulla riva della Sava a Jasenovac. Qui visiteremo il grande monumento costruito per ricordare il campo di concentramento voluto dal governo fascista croato durante la seconda guerra mondiale. Il monumento lo scorso anno ha ricevuto il premio Carlo Scarpa per il giardino conferito ogni anno dalla Fondazione Benetton.

Pernottamento a Jasenovac.

1 maggio 2008
Jasenovac (HR), Bosanska Dubica, Bosanska Kostajnica, Bosanski Novi, Blagaj, Cazin (BiH)

Da Jasenovac si attraverserà il confine e si risalirà il corso del fiume Una che attraversa una valle stretta e densamente coltivata. Le valli solitarie del Kozara sono segnate da piccoli corsi d’acqua che si contrappongono all’ampio letto della Una lungo il quale incontreremo i principali villaggi di questo settore della Bosnia.

I beni culturali: la moschea di Dubica, Monastero ortodosso di San Michele a Mostanica, Il forte di Kostajnica, l’ex municipio di Bosanski Novi, il castello di Blagaj

Pernottamento a Cazin

2 maggio 2008
Bosanska Krupa, Otoka, Kamengrad, Bihac (BiH)
La piana di Bihac fin dall’epoca medievale fu insediata con una città ampia e molto ben munita, in un certo qual modo diversa e contrapposta all’ambiente più castellano di Bosanska Krupa.

I beni culturali: il castello e centro storico di Krupa, il castello di Otoka, la sorgente di Krusnica, il castello di Kamengrad, il musalla di Kamengrad, iIl centro storico di Bihac, la moschea Fetjija, la chiesa di San Antonio da Padova, le turbe

Pernottamento a Cazin

3 maggio 2008
Ostrovac, Brekovica, Ripac, Kulen Vakuf, Martin Brod (BiH)
La giornata sarà dedicata al settore superiore della Una e a una serie di luoghi storici particolarmente importanti. In questa occasione visiteremo anche il progetto di collaborazione promosso da Legambiente del Friuli Venezia Giulia con una associazione ambientalista di Bihac.

I beni culturali: la fortezza di Ostrovac, la città vecchia di Brecovica, il sito archeologico di Ripac, il sistema fortificato di Kulen Vakuf, il monastero ortodosso di Rmanj

Pernottamento a Cazin

4 maggio 2008
Buzim, Lumbarda, Cacnik, Vrnograc, Pecigrad (BiH)

In questa giornata visiteremo una serie di piccole località poste nei pressi del confine croato e praticamente sconosciute. Si tratta per lo più di piccoli castelli e cittadelle che presidiavano la frontiera contro i turchi prima e come strumenti offensivi dopo la conquista ottomana.

I beni culturali: la fortezza e la moschea di Buzim, la moschea di Lumbarda, l’insediamento preistorico di Radostovu, il castello di Cavnik, il castello di Vrnograc, il borgo di Pecigrad

Pernottamento a Cazin

5 maggio 2008
Velika Kladusa (BiH)

Il rientro seguirà un itinerario che ci permetterà di visitare i laghi di Plitvice. Un luogo bellissimo dove all’inizio degli anni novanta scoppiarono i primi contrasti etnici che sfociarono nella guerra civile iugoslava e che ora sono stati restaurati e riorganizzati.

I beni culturali: la moschea e la fortezza di V. Kladusa, il castello di Todorovo, i laghi di Plivitce

 

 

 

INFO:
Moreno Baccichet
e-mail: liquentia@libero.it

 

 

 

 

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