Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno. Viaggio nella Cecenia di Vladimir Putin

Data: 9 Mag 2008 21:00

Luogo: Mantova

Indirizzo: Sala degli Stemmi, Palazzo Soardi, Via Frattini 60

Organizzato da: Comune di Mantova - Assessorato Pari Opportunità, Cultura delle Differenze, Immigrazione e Pace, in collaborazione con Associazione Anna Politkovskaja - Mantova, Forum per i Diritti dei Bambini di Chernobyl e Telefono Rosa

Categoria: Libro

Presentazione del libro della giornalista de La Stampa Francesca Sforza (Salerno Editore)

"Non c’è neanche un bianco su questo treno", ha sibilato a mezza bocca un passeggero russo mentre saliva sul Mosca-Grozny, unico collegamento ancora attivo tra le due capitali. "Musi neri, culi neri", così i russi chiamano i ceceni e tutti i caucasici.

Non c’è pace né conciliazione nella Cecenia normalizzata di Vladimir Putin, dove la guerra ha preso forme diverse dallo scontro tra eserciti, ma non si è fatta per questo meno dolorosa: i ragazzi scompaiono - sottratti nottetempo con la forza da uomini col volto coperto - le donne combattono ogni giorno con la mancanza di acqua, di cibo, di protezione, e gli uomini sembrano in grado di pensare e agire solo in termini di offesa o di vendetta.

Il biennio 2005/2006 sarà ricordato nel Caucaso come l’anno della "cecenizzazione" del conflitto, in cui i ceceni sono stati mandati l’uno contro l’altro segnando così il trionfo della politica del divide et impera di Putin.

Un viaggio intenso, che attraverso incontri e testimonianze raccolte in presa diretta, cerca di andare alle radici del conflitto tra Russia e Cecenia, e della dialettica perversa che le tiene unite.

 

-E se andassimo a Grozny in treno?
-Ma come vuoi che ci facciano salire senza akkreditacija?
-Possiamo sempre provare, e se non ci fanno salire scriviamo un pezzo che dice: “Non ci hanno fatto salire”.
Con la stessa logica, se ci avessero fatto salire e poi ci avessero fatto scendere, avremmo potuto scrivere un
pezzo: “Ci hanno fatto salire e poi ci hanno fatto scendere”. Neanche per un minuto abbiamo pensato che
sarebbe stato possibile arrivare fino a Grozny….

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