Tirana, con i suoi edifici moderni, racconta una storia urbana segnata dagli interventi di trasformazione avvenuti tra 1925 e il 1943, quando si costruisce la città capitale e suggerisce la fisionomia di una città permeata da diverse culture che insieme costruiscono la sua identità: quella europea, dell’architettura moderna italiana che ha messo le basi della città capitale che si riconosce per le sue forme classiche e l’impianto monumentale; quella orientale, del villaggio preesistente, fatta di spazi intimi e raccolti, dei giardini verdi, delle moschee, del bazar e delle strade a cul de sac; quella dell’utopia comunista che ha costruito le case, le grandi corti e sostenuto gli spazi pubblici; quella attuale che sta reinventando la sua struttura urbana perchè Tirana diventi una capitale europea.
Su questo tema si confronteranno architetti e studiosi italiani e albanesi: Gaia Remiddi, Patrizia Capolino (Osservatorio sul Moderno a Roma, Facoltà di architettura Ludovico Quaroni); Ennio Grassi (saggista); Antonella Greco (Facoltà di architettura Ludovico Quaroni); Arian Lako, Thanas Nushi (Politecnico di Tirana); Raffaele Panella (Laboratorio progettazione Roma, Facoltà di architettura Ludovico Quaroni); Marco Petreschi (Facoltà di architettura Valle Giulia); Luigi Prisco (Ragione Lazio); Max Velo (architetto, Tirana).
PROGRAMMA
Ore 9:30 - I sessione
Tirana le identità possibili
Ore 15:00 - II sessione
Temi e problemi dell’architettura del moderno
INFO:
Osservatorio sul Moderno a Roma
telefono: 06 32101234
e-mail: sulmoderno@uniroma1.it