La mano che non mordi, di Ornela Vorpsi
Ornela Vorpsi č una giovane scrittrice albanese nata a Tirana. Ha studiato Belle Arti in Albania ed a Brera in Italia. Il suo primo romanzo, "Il paese dove non si muore mai", pubblicato da Einaudi nel 2005, ha vinto il prestigioso premio Grinzane Cavour "Opera Prima" e ha ottenuto altri premi importanti. Dal 1997 vive a Parigi. Oltre alla scrittura si occupa di fotografia, pittura e video-arte.
Il secondo libro, "La mano che non mordi", parla di un viaggio da Parigi verso Sarajevo: un ritorno nel cuore dei Balcani, generoso e polveroso come ricordi d'infanzia. Un viaggio di riscoperte e riflessioni, immerso nella nostalgia.
Un suo amico, artista deluso dalla vita in Occidente, ritorna a Sarajevo e si chiude nella sua torre d'avorio in solitudine, lontano da tutti. Vive con i suoi cani ed ha bisogno di amici "per prestare orecchio ai suoi lamenti", perché sta male. La sua amica, ormai una perfetta occidentale, vola da lui per consolarlo. Un viaggio pieno di autoironia e di dramma interiore.
"Ormai sono una perfetta straniera": lei si riscopre straniera sia in Occidente "nel mondo dei sogni", sia in casa propria, nei Balcani. Raccontando i ricordi, descrivendo luoghi, suoni, sapori della sua infanzia, vuole riconfermare la sua identitą, sentirsi compresa, amata e protetta. Una scrittura ricca di sentimenti e di acuta ironia, un linguaggio colorito, vivace e di una intelligente fantasia .
Il racconto termina con la sua scelta di ritornare "in Occidente" senza cassetti di ricordi ma piena di sogni da rincorrere.
Adattamento per la scena
L'attrice Dardana Bėrdyna, che ha curato anche la regia, ha analizzato e adattato teatralmente questo racconto in un monologo di un solo atto che mette in scena due aspetti della stessa persona. Il conflitto interiore diventa il fulcro dello spettacolo, focalizzando lo scontro tra i sentimenti e la ragione.
La regia č stata pensata e costruita attorno ad un'idea particolare, quella di interpretare questo viaggio come un percorso mentale che non č realmente accaduto ma č un pretesto per una riflessione esistenziale, esplorando luoghi e fatti della memoria.
La scenografia di Albert Dedja crea una visione surreale, una percezione universale, senza tempo, dello spazio del racconto, ed č costruita su elementi carichi di simbologia. L'elemento dell'acqua sospesa proposto, dallo scenografo in modo quasi ossessivo, riporta alla storia drammatica dell'immigrazione, alla sensazione rimasta dopo l'esperienza di fuga attraverso il mare. Il "peso" del mare come il "peso" dei ricordi. Il mescolarsi di suoni, rumori, musiche e proiezioni video esaltano il gioco teatrale e completano il significato del messaggio.
La Compagnia "La quarta parete"
Vuole raccontare storie ispirandosi al mondo dell'immigrazione. Nata recentemente da un'idea di Albert Dedja artista e scenografo e Dardana Bėrdyna attrice, diplomati all'Accademia di Belle Arti di Tirana in Albania. Terminati gli studi, lavorano per il Teatro Stabile "Aleksander Moisiu" di Durazzo, ma nei primi anni Novanta, la mutata situazione politica li costringe a lasciare la loro terra e stabilirsi in Italia. Questa esperienza drammatica, che ha segnato profondamente il loro essere artisti, genera la necessitą di raccontarsi attraverso il linguaggio teatrale per instaurare un contatto diretto con le persone, comunicare e creare un radicamento in Trentino, dove ora vivono.
Dardana Bėrdyna
L'attrice, di Durazzo, ha frequentato l'Accademia d'Arte Drammatica di Tiranti in Albania, dove ha studiato con i Maestri Agim Qiriaqi e Edmond Budina. Le vicende della sua patria l'hanno costretta a lasciare il Teatro Stabile "Aleksander Moisiu" di Durazzo, dove interpretava ruoli principali per trasferirsi in Italia assieme al marito Albert Dedja. Il regista Budina l'ha segnalata alla "Compagnia dell'Attimo" con la quale ha ripreso l'attivitą artistica nel 2002 recitando in italiano il monologo drammatico "Hitlermein" di Robert Schneider, per la regia di Leonardo Franchini.
Albert Dedja
Artista, diplomato all'Accademia delle Belle Arti a Tirana in Albania, successivamente ha lavorato come scenografo al Teatro Stabile "Aleksander Moisiu" di Durazzo. Stabilito in Italia dai primi anni Novanta vive e lavora a Trento. Attualmente alterna il suo impegno di artista e scenografo all'insegnamento della pittura nei corsi da lui organizzati in tutto il Trentino. Ha partecipato ad alcune mostre internazionali d'arte ottenendo riconoscimenti.
Hans Peter Gottardi
Giovane e promettente attore trentino. Le sue prime esperienze come attore risalgono a dieci anni fa, con il Teatro Amatoriale di Taio. Diplomato nel 2007 presso Teatri Possibili. Allievo di Andrea Brunello, Luigi Ottoni, Giorgio Dalpiai. Con Nuccio Ambrosino ha affrontato la recitazione cinematografica con piccoli ruoli in ambito locale. Nell'ultimo lavoro teatrale "Via del Mercato Vecchio" con la regia di Mariano Furlani, al Teatro Sociale ha recitato il ruolo principale quello di Simonino.
INFO:
Compagnia La quarta parete
Vicolo del Vņ 52 - Trento
e-mail: ad@albertdedja.com
Teatro Cuminetti
Via S. Croce 67 - Trento
telefono: 800 013952
e-mail: info@centrosantachiara.it