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In ricordo di Hrant Dink

Data: 19 Gen 2008 11:00

Luogo: Roma

Indirizzo: Sala delle Cerimonie, Pontificio Collegio Armeno, Salita di San Nicola da Tolentino 17

Organizzato da: Consiglio per la Comunità Armena di Roma, in collaborazione con Reporter sans frontières

Categoria: Dibattito

Incontro nel primo anniversario di morte del giornalista armeno - turco assassinato in Turchia, in ricordo del giornalista, come uomo di pace e di dialogo

PROGRAMMA

Introduce e modera:
Robert Attarian, Portavoce e Vice Presidente del Consiglio per la comunità armena di Roma

La situazione dei giornalisti nel mondo
Toni Fontana, L’Unità

Hrant Dink - La Memoria
Domenico Affinito

L'Articolo 301 del codice Penale Turco: situazione attuale
Emanuele Aliprandi, Responsabile Rivista “Akhtamar On Line”

Consegna Premio "Per la libertà di informazione" intitolato a Hrant Dink
A Roberto Olla del TG1 e a Flavia Amabile e Marco Tosatti de La Stampa

Interventi autorità

Conclusione

 

Sarà presentato il volume "Dispacci dal fronte - Storie mai raccontate" della Ega Editore con interventi del Vice Presidente di Reporters sans frontières, Domenico Affinito, e dei giornalisti Tiziana Ferrario e Toni Fontana

 

 

 

Un anno fa moriva un uomo. Si chiamava Hrant Dink.

Era figlio dell’Anatolia e nelle sue vene scorreva il sangue di un popolo intramontabile, quello armeno.

Di mestiere faceva il giornalista, forniva notizie. Osava dire la verità. E ne fu vittima.

La sua colpa? Essere nato in un paese, definito da alcuni, con troppa superficialità, moderato e progressista, dove certe verità scomode non devono, anzi, non possono essere pronunciate perché bandite da un codice penale che limita la libertà di parola e di pensiero. Un paese che costringe i suoi più illustri cittadini, come un premio Nobel, a rifugiarsi all’estero per non rischiare la propria vita.

Un anno fa, in una delle più affollate vie di Istanbul, cadeva, colpito alle spalle da mani assassine, un uomo di pace che credeva nel dialogo e nella giustizia. Un anno fa per alcuni fu la fine di un incubo, ma per una stragrande maggioranza fu la fine di un sogno.

“Hrant Dink, vittima della verità” titolava l’anno scorso il manifesto della cerimonia commemorativa celebrata in suo onore al Campidoglio il 26 gennaio 2007. “Vittima della verità” titola ancora oggi lo stesso manifesto. Quella verità scomoda con la quale tanti coraggiosi giornalisti nel mondo hanno dovuto fare i conti a prezzo della vita.
Quella verità che un governo ancora troppo radicato nel suo nazionalismo stenta a riconoscere malgrado le prove inconfutabili e le testimonianze oramai incontestabili.

Coraggio, determinazione, coerenza, serietà e onestà intellettuale sono alcune delle prerogative che un giornalista deve possedere per essere libero di esprimere e portare avanti le proprie idee.

Hrant Dink era fatto così ma osava anche di più. Scrisse infatti in uno dei suoi ultimi pezzi: «Quello che voglio è vedere i turchi che parlano di quanto è successo. Bisogna che turchi e armeni inizino a dialogare. C'è una sola strada percorribile ed è quella del dialogo. Sempre».

 

INFO:
Consiglio per la comunità armena di Roma
Salita di S. Nicola da Tolentino 17 - Roma
e-mail: email@comunitaarmena.it