Homepage / appuntamenti ob / Città adriatiche tra memoria e transizione. Guardando verso sud

 

Città adriatiche tra memoria e transizione. Guardando verso sud

Data inizio: 13 Mag 2009

Data fine: 14 Mag 2009

Luogo: Pescara

Organizzato da: Città di Pescara e Università G. D'Annunzio - Facoltà di Lingue e Letterature straniere

Categoria: Convegno

Convegno nel quadro delle relazioni culturali previste dalla convenzione tra l'Università “G. d'Annunzio” e l'Università di Zagabria e da quella tra l'Università “G. d'Annunzio” e l'Università di Belgrado, attive rispettivamente dal 2006 e dal 2008

PROGRAMMA

Mercoledì 13 maggio 2009
Aula “P. De Tommaso”, Facoltà di Lingue e Letterature straniere, Viale Pindaro 42

Ore 9:30 - Saluti
- Bernardo Razzotti, Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
- Camillo D’Angelo, Vice sindaco della Città di Pescara
- Adrian Cela, Vice sindaco della Città di Durazzo
- Massimo Luciani, Presidente AICCRE Abruzzo
- Stefano Trinchese, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e Direttore del Centro per la Storia dell'Adriatico - Culture, lingue, rotte mediterranee

 

Ore 10:30 - Interventi I

Presiede:
Maria Rita Leto, Università “G. d’Annunzio”

Sonja Roic, Università di Zagabria
I volti letterari di Pola/Pula

Mirka Zogovic, Università di Belgrado
La città di Ragusa/Dubrovnik vista dagli italiani eruditi: un’immagine dell’altro e non troppo dissimile

Pausa Caffè

Janja Jerkov, Università di Roma
Essere dell’altra sponda: le città adriatiche tra diversità e alterità

Giacomo Scotti, Scrittore
Bari strizza l’occhio a Est

 

Ore 15:00 - Interventi II

Presiede:
Carlo Pozzi - Università “G. d’Annunzio”.

Piero Rovigatti, Università “G. d’Annunzio”
Progetto WB per la formazione dei piani regolatori in Albania (Valona, Durazzo, Scutari, Kamez)

Fatos Lubonja, Giornalista e scrittore
Transizione come distruzione

 

Ore 16:30 - Interventi III

Presiede:
Palmina Romano, Comune di Pescara

Snežana Milinkovic, Università di Belgrado
Il racconto popolare serbo-montenegrino tra la città e la campagna

Nedjeljka Balic-Nižic, Università di Zara
Zara allo specchio della propria stampa all’inizio del Novecento

 

Giovedì 14 maggio 2009
Cinema Teatro Massimo

Ore 9:00 - Proiezione film
Verso est
Di Laura Angiulli, 2008

Saranno presenti:
- Paola Marchegiani, Assessore alla Cultura del Comune di Pescara
- Edvige Ricci, Associazione Miladonnambiente - Progetto “Adopt Srebrenica”
- Laura Angiulli, Regista

 

Sala Giunta di Palazzo di Città

Ore 12.30 - Consegna della targa della Città di Tuzla al Comune di Pescara e della targa della Città di Pescara alla regista Laura Angiulli

 

Note sulla proiezione del 14 maggio:

ADOPT SREBRENICA

Fin dall’inizio, nel 2007, il Comune di Pescara e l'Associazione abruzzese MILAdonnambiente, quindi la Cooperazione Internazionale Regione Abruzzo e l’AICCRE regionale, aderiscono al Progetto "Adopt Srebrenica" coordinato dall'Associazione bosniaca Tuzlanska Amica e dalla Fondazione Alexander Langer.
Obiettivo del progetto è quello di riportare l'attenzione internazionale sulle sorti della popolazione di Srebrenica, la città simbolo della guerra balcanica, contribuendo alla nascita di un processo di riconciliazione dopo il genocidio del 1995. Nel corso della guerra in Bosnia (1992-1995) la città era un’enclave bosniaca circondata da territori abitati da serbi bosniaci, e costituiva un'area di sicurezza controllata dalla Forza di protezione delle Nazioni Unite (UNPROFOR). L'11 luglio 1995 Srebrenica venne occupata e le truppe serbo-bosniache deportarono la popolazione e compirono il massacro di Srebrenica, in cui morirono circa ottomila uomini e ragazzi bosniaci. Dopo le prime due settimane internazionali già realizzate, il Progetto sta lavorando alla terza Settimana Internazionale a Srebrenica per l'agosto 2009.

 

VERSO EST (2008, 70')

Sarajevo, Mostar e Srebrenica sono tre città bosniache diverse e significative, nelle quali Laura Angiulli conduce lo spettatore in un viaggio che attraversa non solo lo spazio ma anche il tempo, con salti nel passato e ritorni al presente. La capitale Sarajevo, la seconda Gerusalemme, come la definisce Dževad Karahasan, per la compresenza in uno spazio ristretto dei fedeli di tutte e quattro le religioni monoteistiche, è oggi una città piena di contraddizioni, ma ancora un crocevia di culture che la rende straordinariamente vitale e affascinante. Mostar, il cui vecchio ponte, bombardato il 9 novembre del 1993, è diventato il simbolo della distruzione di una convivenza secolare e oggi, benché ricostruito sembra non riuscire a saldare le ali periferiche della città, tuttora divisa, con i croati da una parte e i musulmani dall’altra. E infine Srebrenica, la città del dolore, la città delle sole, senza più figli né mariti. L’undici luglio di ogni anno celebra la cerimonia dell’inumazione dei corpi che continuano a essere rinvenuti nelle campagne, e che si sommano agli 8.372 già riconosciuti. La regista ha colto il lato umano della ricostruzione e, attraverso immagini silenziose e riflessive, ha raccontato la crudeltà della guerra e la difficoltà dei sopravvissuti a ricominciare a vivere e a progettare un futuro. Nella composta e altera capacità di assunzione del lutto, la protagonista del film, Hatidža Mehmedovic, che nel genocidio di Srebrenica del 1995 ha perso i due figli, il marito, i fratelli e il padre, diventa il tramite attraverso cui il carico emotivo dell’intera vicenda può essere trasmesso e comunicato agli spettatori. Verso Est, del 2008, ha partecipato a numerosi festival e manifestazioni internazionali.